Vino e Fusa a go-go

Analisi eno-socio-economica-culturale in stile sbarazzino degli estremi il/logici di una multa lisergica.

è evidente che la concentrazione dei tavolini e sedie non ha attinenza con la strana misura rilevata. Per la cronaca questo tendone dovrebbe contenere 6 persone sedute e un tavolo e mezzo.

Quelle parole, vergate su un foglio stinto, dal colore spento, incerto, veli esili e leggeri come la carta carbone. L’inchiostro nato chiaramente da una monotona china di passioni tristi. La chiarezza dell’impressione primigenia.

Nero, il contenuto, trasudante le fuorescenti le intenzioni. Non cosi oscuro sotto la luce del concreto. Non che brilli, ma sicuramente sembra emanare radiazioni X come fanno i buchi neri. Il colore poi. Potrebbe apparire come un giallo senza vitalità, o un marroncino consunto, ma non se ne troverebbe uno uguale in qualsiasi pantone terrestre. Questa multa è quasi “un kafka”. Anzi l’appenderemo in locale, anzi…….

Prendiamo per vero il contenuto e seguiamo il ragionamento nelle lisergiche concatenazioni.

Le nere intenzioni. La multa è offensiva non per la sua entità, non per le voci incongrue che la compongono: è offensiva per noi e per voi, per la nostra vita e per la nostra vite&vissuta. Quindi per quanto sia addirittura allettante non aspetteremo che un giudice si esprima. Ci converrebbe? Ora no.

Le vostre firme valgono per questo. Sono vere, non sono scarabocchi, sono umane – non sono raccogliticce al mercato – e hanno un obiettivo vero – non biforcuto, come si legge in petizioni più velleitarie che propugnano il ritorno dei parcheggi, o di render una zona rossa la via Pacini – che ora ribadiamo: diversi non vuol dire fessi! Ovvero. State a un palmo dal Kula nostro/vostro vedi-nota 1

IL dehor è stato costruito, spostato, sudato, plasmato, da intelligenze vive ma stressate, da lavori duri e notturni, mentre di giorno si forgiavano mescita e vendita. Il dehor non è bello e folle come vorremmo. Straordinari nella vite, ci piacerebbe essere regolari nel dehor.Vedi-nota2 Quindi, sì, la confusione fa parte di questo gioco poiché qua non si misura una metratura stradale, bensì la caratura dell’umanità unita dell’Escobrillo.

La follia è necessaria. Altrimenti come potremmo gestire un dehor, metro alla mano, che è così elastico da estendersi col calore diurno e ritrarsi col calare del sole. Che un giorno sta qua, in un modo, il giorno successivo sta più in là, in modo diverso. Visto che le misure sono state verificate in uno splendido giorno di sole e posto che non abbiamo elementi per dubitare della lucida sobrietà del bindellatore o della sbilndellata collettiva le prossime speculazioni sono concrete come i —-bond. Il delirio si nasconde nei particolari. Divertitevi.

Sedie. Chiacchericcio. Tavoli. vedi-nota3

Sedie Queste misure creano diversi paradossi anche divertenti e un po’ irriverenti. Procediamo.Cerchiamo di immaginarci l’occupazione abusiva di 160 metri quadrati. Bene pensiamo alle 40 sedie anch’esse misurate e quindi parimenti certificate. (sono un poco di più, ma semplificando i conti diventano immagini e non operazioni). Appoggiate l’ancora della realtà vicino a voi, ma separatevene. 4m quadri a sedia, 16m quadri a tavolo non sono un’occupazione, bensì sono un’invasione. Il fatto che non avessimo ulteriori sedie dimostrerebbe appunto che il senso della nostra presunta espansione non ha fini commerciali bensì coloniali.

Ah, i primi tavolini costruiti con cassette di frutta e tappi….

Chiacchericcio.Per non parlare del fastidioso chiacchericcio di cui nessuno s’è lamentato e del quale voi dovreste essere i/r/responsabili. Anche in questo caso i nostri processi sinaptici sono andati in tilt. Possibile che si senta il rumore delle parole all’interno di un latifondo-dehor così ampio che se un vostro amico fosse nel dehor, ma dalla parte opposta, per attraversarlo coast-to-coast persino google-trap consiglierebbe di usare la metro da Lambrate a Piola o viceversa. (il biglietto ve lo rimborsiamo).

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Oppure dobbiamo attrezzare la contea con strutture adeguate, magari costruendo una superstrada all’interno dello spazio pedonalizzato con due auto-brill e organizzando una squadra di pronto intervento nel caso bucaste un bicchiere senza averne un altro nella sacca, o nella bici o nel fuori strada. Tremiamo al solo pensiero: lontani dall’enoteca, lontani da tutti, su un terreno in concessione straordinaria, appena colonizzato, significhi quel che significhi, da soli, sobri, stanchi dal dopo-lavoro. E se i gestori della telefonia ci tagliassero fuori? Come gestire dei colonizzatori in concessione straordinaria? Troppo alto il rischio. Servirebbero dei razzi di segnalazione.

Ok, dopo avervi servito da bere, diamo a tutti il kit: basic income drunk-survival PaciniPark. (Per gli amici va bene Il-Kit.) Il-Kit aiuta a sopravvivere nel parco naturalissimo di via Pacini, famoso per essere selvaggio, rustico, dall’aspetto quasi abbandonato, ma con alcune sorgenti di sulfurea movida. Una terra di nessuno capace di farsi sentire.

Tavoli. L’incongruenza fra sedie e tavoli. Qua la vicenda assume toni freudiani. Sono le sedie ad essere poche o i tavoli troppi? Nel primo caso ci si legge uno schema. Si pratica forse il gioco della sedia in questo locale? II pensiero innocente non appartiene alla cultura dei controllori. Quindi va scartata. Più facile che abbiano pensato ad una strategia per favorire l’accoppiamento e il grooming-inter-sfacciato. Vedi-Nota4

vedi anche nota5

.Ancor più facile è che non abbiano notato l’incongruenza. E se fossero i tavoli ad essere troppi. Anche in questo caso ci si legge un non so che di erotico. Servono per gli accoppiamenti? Quasi. Sotto leviamo la patina di magia e vi sveleremo un lembo di una grigia realtà in cui si affrontano piccole faccende organizzative. vedi-Nota5

Nota1 questa la capite in un altro post

Nota2 Vi leggete una contraddizione? Non ne siamo turbati. Se la trinità non viene giudicata come una schizofrenia, possiamo permetterci di essere iscritti all’albo del bipolarismo urbano.

Nota3 ci si può credere?

Nota4. Nel progetto consegnato al comune i tavoli -in un altro tempo e in un’altra Pacini- erano nove, grandi il doppio ed erano associati a 4 sedie. Sono passati eoni da quel progetto. Visto il crescente numero di coppiette li abbiamo divisi. Da qui nasce l’incredibile incongruenza fra sedie e tavoli. Bastava chiedere. A chi chiedi se il controllo lo fai senza avvertire a negozio chiuso? Eppoi: cazzo chiedi se non sappiamo neanche noi quale sia il progetto ufficiale seppur provvisorio? E non lo sanno neanche loro. Perché ci hanno multato per due configurazioni diverse. E qua la cosa –OMISSIS, inol Figo, no?