Vino e Fusa a go-go

Lo stato dell’arte sull'”affaire” dehor. Primi di dicembre 25


Riassuntino delle puntate precedenti.

Il marciapiede di fronte all’Escobrillo durante il covid per i lavori nella metro2

Nei sei mesi precedenti alla chiusura estiva sono stati effettuati da diversi corpi di polizia una serie di controlli che non hanno ravvisato gravi irregolarità, a parte una multa di un paio di centinaia di euro. Anzi, essendo ancora in concessione straordinaria “da Covid” (66 mesi! Questo si che è scandaloso) abbiamo addirittura sollecitato legittimamente il permesso definitivo. Che illusi che siamo. Non serve un segugio, e neanche un pollicino per seguire le tracce che indicano il senso della direzione di questo pastrocchio.

Le discussioni fra gli agenti della locale in chiaro, di fronte a tutti, le allusioni che ci sono state fatte da alcuni di loro, il raid a locale chiuso, l’entità della multa (crediamo sui 30000 vedi testo successivo), la schizofrenia delle voci che la compongono, un miscuglio shakerato dei rilevamenti precedenti, a cui s’aggiungono frammenti di originalità quantitativa, e picchi di creatività interpretativa, e dai quali si evince un incattivimento ingiustificato.

Poi ancora, i commenti e i sospiri degli stessi funzionari del Comune, l’improvvisa campagna anti-movida (in via Pacini?) -fuori scala, velleitaria, raffazzonata, estrema, controproducente, ipocrita sostenuta da firme leggere come una piuma di corvo.

Dulcis in fundo, anche a noi piace essere allusivi: un precedente su piccola scala, ma dall’identico canovaccio che a suo tempo fu segnalato, confermato dal dipartimento della sicurezza e bloccato dal comune stesso. Gli agenti portatori di bindella, non si sa come, han misurato un’occupazione del suolo pubblico di 160 metri, sommando addirittura metrature sovrapposte, calcolando un’area la cui altezza supera di 10-15 centimetri la larghezza della parte pedonalizzata, anche considerando i marciapiedi.

Nel contempo però conferma approssimativamente il numero di sedie già rilevato dai colleghi in precedenza. E questo è un dato importante.

Eppure contiene elementi estremamente positivi che renderebbero il pagamento della multa stessa quasi un affare che nascono da una valutazione statica e manieristica delle dinamiche che hanno fatto sì che il dehor stia lì, nel modo in cui sta lì. Siamo in concessione straordinaria da 5 anni e mezzo. Dobbiamo forse ricordarvi che in questi 66 mesi straordinari ci sono stati il Covid, 30 mesi di 4 diversi cantieri, che ci hanno costretti a modificare il dehor nella forma e nella sostanza 8 volte, ci hanno costretto ad essere “nomadi” in via Pacini.

A pensarci viene il nervoso.

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